ACENTRISMO
“La meditazione sull’opera di Yves Klein ha provocato dentro e fuori di me l’acentrismo.
Sono un’artista felice, a dispetto di chi ancora crede che l’arte richieda immolazione”
myalurgo

ACENTRISMO IN BREVE
L’acentrismo è un viaggio dove, cammin facendo, il viaggiatore (artista) si alleggerisce del carico, togliendo la centralità della propria attenzione dalle credenze non più utili al percorso intrapreso. Percorso che non sempre conduce all’ovvio e al conosciuto: talvolta s’addentra in vicoli verticali che pare non presentino una fine e talvolta si perde in circo-stanze ripetitive e logorroiche. La luce è compagna di viaggio, così come la pazienza di non capire tutto subito e il coraggio di sbagliare e riprovare, sino a sentire la pace e la gioia, unici indizi per sapere di essere sulla strada giusta, per vivere la propria vita in relazione e comunione con se stessi e con gli altri, specchio riflesso del nostro io sono.
Il mondo, così precario nelle sue verità, è bolla a orologeria… architettura e urbanesimo dell’aria… ossigenata o inquinata da atmosfere individuali, correlate al credo acquisito.
La percezione è luciferina, luce nera sulla verità che abita sotto la pelle della nostra ignoranza, riscaldata da abiti firmati e seducenti affabulazioni.
Nessuno ricorda di essere nato senza look? A cosa serve quest’oblio?
Il viaggiatore, scandendo il ritmo del proprio passo attraverso il libero arbitrio, si osserva iperlucidamente, divenendo presenza vigile, pregnante e respons-abile. Abile a vigilare i pensieri scoscesi, per garantire all’occhio la visione ultrasensibile, quel vedere oltre la prima osteria … attitudine che informa e profetizza nuove suggestioni in alternativi scenari del divenire, a favore della san(t)ità, del ben-essere e dell’armonia, quale abito-habitat utile a modellare il vuoto e realizzare la bella v.i.t.a: virtuale interrelazione teoretico affettiva, quale migliore dei mondi possibili e quotidiano eden, stato mentale privilegiato.
Per questo, la vera opera d’arte è il viaggiare, con tutti i suoi possibili panorami.
Le inversioni a U. Le discese del cuore e le salite dell’intelletto… ma anche la resa,
una sorta di arrivo/riconoscimento e ritorno al Mittente,
quale incondizionato punto di partenza …
Esperienze come dire ... senza circonferenze, perché
chi può dire dove finisce l’aria e comincia il Cielo?
Ancora una volta quindi … lunga vita all’Immateriale!